Ora la tua vita non sarà più la stessa
Scenfaroc: Sai non ho mai creduto che tu fossi pazzo, che però il mercato ti leggesse l’anima pensavo fosse una stronzata
raDIO: Poi invece hai capito cosa significa
Scenfaroc: Che roba
raDIO: -_-
Scenfaroc: Sai non ho mai creduto che tu fossi pazzo, che però il mercato ti leggesse l’anima pensavo fosse una stronzata
raDIO: Poi invece hai capito cosa significa
Scenfaroc: Che roba
raDIO: -_-
conosco delle persone, non intimamente, che sembrano superficiali
la superficialità delle persone non è palesata dal modo in cui si vestono o si pettinano o si truccano, ma dal loro atteggiamento verso la vita che gli regala un’aura di serenità. le persone superficiali sono come me, io e quelle persone che conosco, non intimamente, siamo superficiali. la differenza? nessuna, siamo sereni perché pensiamo che non possa andarci male
diciamolo: io conduco una vita retta! o abbastanza retta
mi fermo prima delle strisce per far attraversare i pedoni, aiuto le vecchiette in difficoltà, ascolto davvero gli amici, non rubo, lavoro onestamente e con impegno, voglio bene alla mia famiglia, sono onesto verso me stesso perché solo così posso esserlo con gli altri, non impreco, non picchio i bambini o gli anziani. io sono buono…quasi ogni giorno dell’anno. quello che penso è: non ho nulla da temere se mi comporto bene; lo penso perché sono cresciuto con insegnamenti cattolici, è un dato di fatto. nonostante la mia bontà non riesco a non essere superficiale, ho provato a rinunciare alla macchina, alla nestlé…insomma a queste diavolerie senza le quali il mondo sarebbe migliore…ma non ce la faccio
mi piace avere la bici con la forcella in fibra di carbonio, la station wagon con la garanzia più lunga del settore automobilistico, il tablet da 7″, il pc potente, l’attico a torino, i ristoranti etnici, il gelato di fiorio, la coop
non ricordo il filo conduttore…
forse il senso della vita è solo l’insegnamento
l’idea di tramandare di persona in persona un concetto, un’idea o un’arte mi affascina. pensate cosa succederebbe se le persone smettessero d’imparare e pensassero solo a far passare il tempo, un’infinita perdita di tempo. immaginate persone comuni come posso essere io: vanno a lavoro, fanno il loro, tornano a casa e invece di trasmettere qualcosa ai propri figli passano il resto della giornata e la serata davanti ad una serie televisiva o un reality show, magari leggono un libro che racconta una storia…tutti i giorni come in passato
per fortuna che non leggiamo solo romanzi, che dedichiamo tanto tempo ai nostri figli [esattamente quanto ne hanno bisogno], che guardiamo meno la tv, che andiamo a visitare i musei, parliamo con gli amici di sogni, frequentiamo persone che hanno studiato più di noi, salvaguardiamo la nostra dignità ed identità davanti ai forti, comprendiamo i deboli, siamo aperti al confronto e alla conoscenza, non facciamo un dramma per quello che ci succede anche se è drammatico, comprendiamo gli errori del passato, costruiamo un futuro migliore per tutti. è un proprio un bel mondo quello in cui viviamo, non ci sono guerre che lo devastano, tutti sono ricchi e non solo materialmente, sono ricchi di cultura, spirito e forza di volontà; il razzismo è solo un pezzo di storia lontana, gli interessi comuni sono messi davanti a quelli del singolo, abbiamo dimenticato il concetto di primo, secondo, terzo e quarto mondo; napoli è uno dei porti spaziali più utilizzati della terra per l’esportazione delle risorse verso le altre galassie;
ci sono voluti milioni di anni per arrivare a questo livello di evoluzione e adesso che siamo nel 2012 è evidente come l’uomo in passato abbia provato ad autodistruggersi con le guerre, la fame di potere, l’odio, l’indifferenza e la mancanza di rispetto verso la natura; adesso che siamo nel 2012 ci rendiamo conto di quanti gradini abbiamo dovuto salire per arrivare qui e siamo coscienti che essere così in alto non vuol dire smettere di salire. l’umanità che c’è in ognuno di noi mi da la forza per proseguire in futuro e costruire un futuro migliore
quando abbiamo aperto, creato, questo blog io non avevo bene in mente cosa fosse la libertà di stampa…l’ho imparato giorno dopo giorno, perché quello che vomito su queste pagine ha delle ripercussioni sulla mia vita privata
questo blog dovrebbe essere libero…ma sia io che raDIO sappiamo, in fondo, che non sempre puoi dire quello che pensi e tantomeno lo puoi scrivere. un po’ perché spesso la verità si palesa in quanto tale senza esserlo e un po’ perché la gente non capisce e, a volte, non lo fanno neanche le persone
quando hanno “chiuso” Wikipedia per protesta ho pensato “non c’è giorno che non passi senza utilizzarla”; oggi l’enciclopedia libera ha bisogno di noi (come ogni giorno) non solo della nostra parzialità, la stessa che unita a quella di tutti la rende imparziale, ma anche del nostro contributo economico
la libertà d’espressione è espressione stessa della libertà umana, ne accompagna i pensieri ed i gesti: se penso libero, scrivo libero, sono libero
mi hanno ringraziato per una modestissima donazione:
Dear Francesco,
Thank you for your gift of EUR 20 to the Wikimedia Foundation, received on 2011-11-16. I’m very grateful for your support.
Your donation celebrates everything Wikipedia stands for: the power of information to help people live better lives, and the importance of sharing, freedom, learning and discovery. Thank you so much for helping to keep Wikipedia freely available for its 364 million readers around the world.
These funds support technology and people. The Wikimedia Foundation develops and improves the technology behind Wikipedia, and sustains the infrastructure that keeps it up and running. The foundation has a staff of less then a hundred, which provides technical, administrative, legal and outreach support for the global community of volunteers who write and edit Wikipedia.
Many people love Wikipedia, but a surprising number don’t know it’s run by a non-profit. Please help us spread the word by telling a few of your friends.
And again, thank you for supporting free knowledge.
Sincerely Yours,
Sue Gardner
Executive Director
il mondo si cambia un pezzo alla volta, tutti insieme
ho visto un film: limitless; una frase mi ha dato la scossa: “casa! ma la mia casa non poteva essere così!”
la mia casa non può avere le pareti perimetrali unite tra loro con un angolo diverso da 90°, non può avere i mobili di altezze diverse, non può avere colori che non si abbinino tra loro, non possono esserci su una parete divisa da una colonna mensole disposte in maniera asimettrica. non può, non deve
oggi ho “quadrato” tutte le ante della cucina; chi legge e verrà a trovarmi sappia che posso usare un cacciavite ma ancora non sono in grado di fare miracoli. adesso che sono sul divano a scrivere, guardo L’impianto e continuo a chiedermi perché esista un solo subwoofer. qualcuno me lo spiegherà, prima o poi, perché ci sono più di due punti di diffusione di alti e medi ma un solo subwoofer
nella mia vita non sarò mai considerato un maniaco dell’ordine, un compulsivo forse…ma non maniaco. sono(?) quel genere di persona che ha periodi d’incontrollata libertà nei quali tutto è concesso, anche il caos, ma credo che questo periodo sia durato troppo. la cosa più strana è che non riesco a ricordare quando ho smesso di essere un compulsivo ordinato/disordinato e ho iniziato ad essere solo disordinato. devo aver reagito a qualcosa come faccio di solito, negando il più possibile un’imposizione dall’alto fino a che non mi sono ritrovato a non riuscire a negare la negazione
conosco il giorno nel quale tutto ha iniziato a finire, quando ho perso le foto. è come un palazzo le cui fondamenta hanno retto bene per tanti anni e infiltrazioni d’acqua, terremoti, de-georeferenzazione (come quando sei sbronzo e non ricordi più dove abiti), sabotaggi non sono riusciti a danneggiarle; poi un giorno, un raggio di sole spunta dall’orizzonte per illuminarlo e…tabula rasa, il più grande incendio della storia: immotivato e imprevisto. tabula rasa, è questo quello che è successo…ma io sono sereno perchè dalla cenere sta venendo fuori qualcosa di buono e grande e bello, antico e moderno allo stesso modo e nel medesimo momento
per dare forza a questa novità[barra]riscoperta ho cercato di mettere in ordine il più possibile ma adesso ho da fare
lavoro nuovo, vita nuova…o no?
mi piace il mio nuovo lavoro, a volte mi chiedo se sia quello che voglio fare della mia e la risposta è una ed una soltanto: no
non perché non mi piaccia o non mi entusiasmi, al contrario lo trovo confortante e stimolante come lavoro; sempre in giro, persone nuove, città nuove, nuovi pensieri, nuove prospettive; ogni città che visito diventa la mia nuova città di residenza per qualche minuto, la studio, studio le sue strade e riesco ad assimilarne la forma, la direzione, l’interesse popolare. Come fosse la mia città da tempo, con tutti i limiti delle città, cerco di capirla profondamente: che storia ha? dove è stata? i suoi cittadini come sono? cosa vuole questa città?
e’ un bel lavoro, mi fa usare la testa ma non potrò farlo per sempre. e’ un sacco che non avevo voglia di fare qualcosa di grande e d’un tratto mi ritrovo a voler avere ragione, di nuovo come un tempo…lavoro nuovo, vita vecchia. vecchia è la forza che ho nell’affrontare le cose, nello spremermi; vecchia è la spigliatezza con cui affronto le situazioni, le discussioni; vecchia è il modo di osservare le cose, in senso ampio ed insieme puntuale e preciso; vecchio è il modo di analizzare quello ho fatto e non ho fatto
mi piace sapere che ho preso una strada nuova e che non per forza dovrò seguirla e forse mi piace di più l’idea che questo non mi spaventi
bravo scenfa, per tutte le volte che ti sei detto che le cose devono cambiare
il comma 29 del DDL Intercettazioni permetterà, su criteri soggettivi, di obbligare alla rettifica qualunque notizia ritenuta menzognera, screditante o diffamatoria
non dobbiamo dimenticare che la libertà personale trova limite solo nella libertà altrui, che scrivere, per hobby o per mestiere, è un diritto di cui non bisogna privarsi
Wikipedia è in sciopero da ieri, date voce alla sua protesta
Ieri, prima di addormentarmi, in un momento di sconforto ho scritto parole dure:
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Tutte le foto dal 2003.
Non riesco a crederci; decine di migliaia di momenti raccolti con maniacale precisione e nessuna voglia di liberarsene. Devo pensare che doveva andare così, che tutta la mia storia fino ad adesso, raccontata scatto dopo scatto, doveva andare persa in un hd di fattura non ottimale. Non riesco a metabolizzarlo.
Non sono andati via oggetti o persone ma foto. Quelle foto che ogni tanto mi ritrovavo a guardare con gli insoliti personaggi di cui mi circondo e che raccontano…raccontavano inspiegabili situazioni nelle quali una persona un po’ per scelta e un po’ per caso si trova a vivere. Quelle foto che nei momenti peggiori mi hanno fatto di nuovo sorridere e mi hanno dato speranza, che mi hanno fatto provare, a seconda del caso, nostalgia, risentimento, gioia, amore, rabbia. Quelle foto raccontavano una parte di me in maniera soggettiva e adesso sono perdute e mi sembra di aver perso con esse 8 anni di alti e bassi che mi hanno portato ad essere quello che sono.
Lontano dalla vista ho raccontato attraverso l’obiettivo una vita vera, adesso é sfumato tutto in un niente e non riesco a percepire niente di buono da tutto questo.
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c’era un embrione di 58kg, capelli castani, occhi marroni, fossette in un viso tondo, naso…importante
se ne andava in giro oscillando tra il depresso e l’euforico, amorevole con la maggior parte delle persone, conosceva solo gli ideali, non aveva mezze misure, non voleva organizzarsi, voleva soltanto vivere in pace con un mondo diverso (non sapendo diverso da cosa o più simile a cosa)
poi durante una lezione al poli avvenne l’evoluzione e questo embrione di 58kg divenne un piccolo scenfaroc, crebbe e crebbe e crebbe finché non divenne me, uno scenfaroc di 65kg
ne è passata di birra sotto i ponti: ho vissuto lontano da casa, ho avuto un milione di persone vicino, ho sofferto e pianto e mi sono arrabbiato; ho scoperto l’amore e l’essere amati, ho capito cosa vuol dire avere accanto un cane e cosa vuol dire perderne uno; ho imparato ad apprezzare la fotografia ed il cinema anche per come sono piuttosto che per quello che raccontano e ho giurato che un giorno ci riuscirò anche con la musica; ho imparato a fare la birra e a berla; ho fumato, ho ballato, ho corso, sono precipitato; ho picchiato sconosciuti e amici; ho corso in macchina ed urlato…contro gli autisti delle altre macchine; ho visto la magnificienza dell’opera umana e la solitudine dell’uomo; ho visto nascere una vita e ho capito che pochi rimpianti sono grandi come quello di non poterla vedere crescere giorno per giorno; ho ancora scritto, suonato e ballato fino allo sfinimento; ho corso per stare in forma e poi ne sono diventato dipendente; ho studiato metodi, modi, sistemi per diventare ricchi, ho capito che ricchi bisogna esserlo sopratutto dentro; ho surfato sulla neve e mi sono fatto regalare dallo snowboard tanto male quanto bene, sono stato in posti che mi hanno spinto un po’ più in là della vita; ho imparato a stare con alcuni e ho smesso di stare con tutti
riprendendo l’ultima frase mi ricollego a quello che mi diceva radio e cioè che non posso dire alle persone che sono grasse, stupide o pazze. secondo lui se sei alto 1m e 80cm e pesi 150kg sono fatti tuoi e io non posso dirti che stai ingrassando, però posso dirti che stai dimagrendo anche se, in linea di massima, dovrei farmi i cazzi miei. non è che non ha ragione ma a me farebbe piacere che qualcuno mi dicesse che sto diventando obeso e soprattutto nessuno nega agli altri di trattarmi male quando dico la verità secondo scenfaroc. radio mi diceva anche che devo smetterla di essere sincero con tutti e gli dicevo che le persone mi devono prendere con tutti i miei difetti: arroganza, superbia, etc (non è che me ne vengano in mente tanti); se prenderanno tutti i miei difetti prenderanno anche tutti i miei pregi
metto alla prova tutti, giorno per giorno vi testo tutti, vi tratto male perché siate sicuri di volermi stare accanto, perché nessuno si permetta un giorno di dirmi che “ero diverso” quando mi verrà voglia di spaccare qualcosa magari addosso a qualcuno a cui “tenete” o dirò qualcosa di “poco carino” verso qualcuno a cui “tenete” o pensi qualcosa di “troppo” onesto di qualcuno a cui “tenete”
Frulla, frulla, frulla.
Perdi e vinci, perdi e rivinci.
Ormai con questo lavoro mi pare di essere un drogato. Non tanto per la dipendenza che esso comporta, ma per la successione molto veloce di fasi Up smentite da fasi Down.
Mi rendo conto che con tutte le emozioni che esso comporta, il resto della vita è davvero difficile da vivere in maniera poco lucida. E’ come se l’alternanza di emozioni forti positive e negatve mi portasse ad essere quasi anestetizzato rispetto alle cose traumatiche o euforiche che possono capitare.
Domenica ho trovato mia nonna in bagno circondata da un lago di sangue con una ferita in testa, poco lucida da non riuscire a muovere le gambe (poi si scorprirà che ha il femore rotto). Tutti i presenti paralizzati dalla scena in cui ci siamo trovati e senza rendermene conto mi sono trovato a dirigere le operazioni per il trasporto in ospedale e a dare disposizioni ai miei zii sulle cose necessarie per affrontare un ricovero urgente.
Così come se io tutti i giorni andassi in ospedale a farmi ricoverare…
Non lo so, sarà la cultura ricevuta dai Medical Serial o dal fatto che mi trovo tutti i giorni a pianificare minuziosamente gli eventi per poi scontrarmi nel dover prendere decisioni veloci in cui scegliere di aspettare pochi secondi o agire subito spesso fa la differenza tra vincere o perdere.
Sono due giorni che la mia famiglia mi guarda con occhi differenti, credo che tra poco dovrò battermi per diventare il capo famiglia