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2 tecnocrati di torino in vacanza da una vita…
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liberi di scrivere

novembre16

quando abbiamo aperto, creato, questo blog io non avevo bene in mente cosa fosse la libertà di stampa…l’ho imparato giorno dopo giorno, perché quello che vomito su queste pagine ha delle ripercussioni sulla mia vita privata

questo blog dovrebbe essere libero…ma sia io che raDIO sappiamo, in fondo, che non sempre puoi dire quello che pensi e tantomeno lo puoi scrivere. un po’ perché spesso la verità si palesa in quanto tale senza esserlo e un po’ perché la gente non capisce e, a volte, non lo fanno neanche le persone

quando hanno “chiuso” Wikipedia per protesta ho pensato “non c’è giorno che non passi senza utilizzarla”; oggi l’enciclopedia libera ha bisogno di noi (come ogni giorno) non solo della nostra parzialità, la stessa che unita a quella di tutti la rende imparziale, ma anche del nostro contributo economico

la libertà d’espressione è espressione stessa della libertà umana, ne accompagna i pensieri ed i gesti: se penso libero, scrivo libero, sono libero

mi hanno ringraziato per una modestissima donazione:

Dear Francesco,

Thank you for your gift of EUR 20 to the Wikimedia Foundation, received on 2011-11-16. I’m very grateful for your support.

Your donation celebrates everything Wikipedia stands for: the power of information to help people live better lives, and the importance of sharing, freedom, learning and discovery. Thank you so much for helping to keep Wikipedia freely available for its 364 million readers around the world.

These funds support technology and people. The Wikimedia Foundation develops and improves the technology behind Wikipedia, and sustains the infrastructure that keeps it up and running. The foundation has a staff of less then a hundred, which provides technical, administrative, legal and outreach support for the global community of volunteers who write and edit Wikipedia.

Many people love Wikipedia, but a surprising number don’t know it’s run by a non-profit. Please help us spread the word by telling a few of your friends.

And again, thank you for supporting free knowledge.

Sincerely Yours,

Sue Gardner
Executive Director

il mondo si cambia un pezzo alla volta, tutti insieme

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solo 5 minuti

novembre13

ho visto un film: limitless; una frase mi ha dato la scossa: “casa! ma la mia casa non poteva essere così!”

la mia casa non può avere le pareti perimetrali unite tra loro con un angolo diverso da 90°, non può avere i mobili di altezze diverse, non può avere colori che non si abbinino tra loro, non possono esserci su una parete divisa da una colonna mensole disposte in maniera asimettrica. non può, non deve

oggi ho “quadrato” tutte le ante della cucina; chi legge e verrà a trovarmi sappia che posso usare un cacciavite ma ancora non sono in grado di fare miracoli. adesso che sono sul divano a scrivere, guardo L’impianto e continuo a chiedermi perché esista un solo subwoofer. qualcuno me lo spiegherà, prima o poi, perché ci sono più di due punti di diffusione di alti e medi ma un solo subwoofer

nella mia vita non sarò mai considerato un maniaco dell’ordine, un compulsivo forse…ma non maniaco. sono(?) quel genere di persona che ha periodi d’incontrollata libertà nei quali tutto è concesso, anche il caos, ma credo che questo periodo sia durato troppo. la cosa più strana è che non riesco a ricordare quando ho smesso di essere un compulsivo ordinato/disordinato e ho iniziato ad essere solo disordinato. devo aver reagito a qualcosa come faccio di solito, negando il più possibile un’imposizione dall’alto fino a che non mi sono ritrovato a non riuscire a negare la negazione

conosco il giorno nel quale tutto ha iniziato a finire, quando ho perso le foto. è come un palazzo le cui fondamenta hanno retto bene per tanti anni e infiltrazioni d’acqua, terremoti, de-georeferenzazione (come quando sei sbronzo e non ricordi più dove abiti), sabotaggi non sono riusciti a danneggiarle; poi un giorno, un raggio di sole spunta dall’orizzonte per illuminarlo e…tabula rasa, il più grande incendio della storia: immotivato e imprevisto. tabula rasa, è questo quello che è successo…ma io sono sereno perchè dalla cenere sta venendo fuori qualcosa di buono e grande e bello, antico e moderno allo stesso modo e nel medesimo momento

per dare forza a questa novità[barra]riscoperta ho cercato di mettere in ordine il più possibile ma adesso ho da fare

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l’elemento di disturbo in una conversazione senza fini

novembre6

lavoro nuovo, vita nuova…o no?

mi piace il mio nuovo lavoro, a volte mi chiedo se sia quello che voglio fare della mia e la risposta è una ed una soltanto: no

non perché non mi piaccia o non mi entusiasmi, al contrario lo trovo confortante e stimolante come lavoro; sempre in giro, persone nuove, città nuove, nuovi pensieri, nuove prospettive; ogni città che visito diventa la mia nuova città di residenza per qualche minuto, la studio, studio le sue strade e riesco ad assimilarne la forma, la direzione, l’interesse popolare. Come fosse la mia città da tempo, con tutti i limiti delle città, cerco di capirla profondamente: che storia ha? dove è stata? i suoi cittadini come sono? cosa vuole questa città?

e’ un bel lavoro, mi fa usare la testa ma non potrò farlo per sempre. e’ un sacco che non avevo voglia di fare qualcosa di grande e d’un tratto mi ritrovo a voler avere ragione, di nuovo come un tempo…lavoro nuovo, vita vecchia. vecchia è la forza che ho nell’affrontare le cose, nello spremermi; vecchia è la spigliatezza con cui affronto le situazioni, le discussioni; vecchia è il modo di osservare le cose, in senso ampio ed insieme puntuale e preciso; vecchio è il modo di analizzare quello ho fatto e non ho fatto

mi piace sapere che ho preso una strada nuova e che non per forza dovrò seguirla e forse mi piace di più l’idea che questo non mi spaventi

bravo scenfa, per tutte le volte che ti sei detto che le cose devono cambiare

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wikipedia libera

ottobre5

il comma 29 del DDL Intercettazioni permetterà, su criteri soggettivi, di obbligare alla rettifica qualunque notizia ritenuta menzognera, screditante o diffamatoria

non dobbiamo dimenticare che la libertà personale trova limite solo nella libertà altrui, che scrivere, per hobby o per mestiere, è un diritto di cui non bisogna privarsi

Wikipedia è in sciopero da ieri, date voce alla sua protesta

Salviamo Wikipedia

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Tutte le foto dal 2003

settembre26

Ieri, prima di addormentarmi, in un momento di sconforto ho scritto parole dure:


Tutte le foto dal 2003.

Non riesco a crederci; decine di migliaia di momenti raccolti con maniacale precisione e nessuna voglia di liberarsene. Devo pensare che doveva andare così, che tutta la mia storia fino ad adesso, raccontata scatto dopo scatto, doveva andare persa in un hd di fattura non ottimale. Non riesco a metabolizzarlo.

Non sono andati via oggetti o persone ma foto. Quelle foto che ogni tanto mi ritrovavo a guardare con gli insoliti personaggi di cui mi circondo e che raccontano…raccontavano inspiegabili situazioni nelle quali una persona un po’ per scelta e un po’ per caso si trova a vivere. Quelle foto che nei momenti peggiori mi hanno fatto di nuovo sorridere e mi hanno dato speranza, che mi hanno fatto provare, a seconda del caso, nostalgia, risentimento, gioia, amore, rabbia. Quelle foto raccontavano una parte di me in maniera soggettiva e adesso sono perdute e mi sembra di aver perso con esse 8 anni di alti e bassi che mi hanno portato ad essere quello che sono.

Lontano dalla vista ho raccontato attraverso l’obiettivo una vita vera, adesso é sfumato tutto in un niente e non riesco a percepire niente di buono da tutto questo.

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c’è di meglio che esserci

giugno23

c’era un embrione di 58kg, capelli castani, occhi marroni, fossette in un viso tondo, naso…importante

se ne andava in giro oscillando tra il depresso e l’euforico, amorevole con la maggior parte delle persone, conosceva solo gli ideali, non aveva mezze misure, non voleva organizzarsi, voleva soltanto vivere in pace con un mondo diverso (non sapendo diverso da cosa o più simile a cosa)

poi durante una lezione al poli avvenne l’evoluzione e questo embrione di 58kg divenne un piccolo scenfaroc, crebbe e crebbe e crebbe finché non divenne me, uno scenfaroc di 65kg

ne è passata di birra sotto i ponti: ho vissuto lontano da casa, ho avuto un milione di persone vicino, ho sofferto e pianto e mi sono arrabbiato; ho scoperto l’amore e l’essere amati, ho capito cosa vuol dire avere accanto un cane e cosa vuol dire perderne uno; ho imparato ad apprezzare la fotografia ed il cinema anche per come sono piuttosto che per quello che raccontano e ho giurato che un giorno ci riuscirò anche con la musica; ho imparato a fare la birra e a berla; ho fumato, ho ballato, ho corso, sono precipitato; ho picchiato sconosciuti e amici; ho corso in macchina ed urlato…contro gli autisti delle altre macchine; ho visto la magnificienza dell’opera umana e la solitudine dell’uomo; ho visto nascere una vita e ho capito che pochi rimpianti sono grandi come quello di non poterla vedere crescere giorno per giorno; ho ancora scritto, suonato e ballato fino allo sfinimento; ho corso per stare in forma e poi ne sono diventato dipendente; ho studiato metodi, modi, sistemi per diventare ricchi, ho capito che ricchi bisogna esserlo sopratutto dentro; ho surfato sulla neve e mi sono fatto regalare dallo snowboard tanto male quanto bene, sono stato in posti che mi hanno spinto un po’ più in là della vita; ho imparato a stare con alcuni e ho smesso di stare con tutti

riprendendo l’ultima frase mi ricollego a quello che mi diceva radio e cioè che non posso dire alle persone che sono grasse, stupide o pazze. secondo lui se sei alto 1m e 80cm e pesi 150kg sono fatti tuoi e io non posso dirti che stai ingrassando, però posso dirti che stai dimagrendo anche se, in linea di massima, dovrei farmi i cazzi miei. non è che non ha ragione ma a me farebbe piacere che qualcuno mi dicesse che sto diventando obeso e soprattutto nessuno nega agli altri di trattarmi male quando dico la verità secondo scenfaroc. radio mi diceva anche che devo smetterla di essere sincero con tutti e gli dicevo che le persone mi devono prendere con tutti i miei difetti: arroganza, superbia, etc (non è che me ne vengano in mente tanti); se prenderanno tutti i miei difetti prenderanno anche tutti i miei pregi

metto alla prova tutti, giorno per giorno vi testo tutti, vi tratto male perché siate sicuri di volermi stare accanto, perché nessuno si permetta un giorno di dirmi che “ero diverso” quando mi verrà voglia di spaccare qualcosa magari addosso a qualcuno a cui “tenete” o dirò qualcosa di “poco carino” verso qualcuno a cui “tenete” o pensi qualcosa di “troppo” onesto di qualcuno a cui “tenete”

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a rischiare son tutti bravi (col culo degli altri)

gennaio25

in un mondo dove la tecnologia ed i computer risultano agli occhi dei più due cose dissociate io mi sento al di fuori di tutto. la maggior parte delle persone non riesce a guardare oltre e anche se questo sembrarà un discorso alla “facciamo girare l’economia” in realtà l’economia qui non c’entra nulla (o quasi)

windows media center, kinect, kernel 3d, wi-max, umts, 3g, videofonini, led…e siamo in due tra quelli che conosco ad usare la tv non come tv ma come schermo del computer. la gente ha paura di guardare avanti, così il meccanismo dell’evoluzione tecnologica si ferma al puro intrattenimento. non dico che i gadget tecnologici andrebbero comprati tutti e subito ma un piccolo sforzo lo si potrebbe fare e smettere di concepire la carta come unico strumento di organizzazione. in fondo tra scrivere su carta e scrivere su uno schermo touch c’è poca differenza se non nel fatto che lo schermo non finisce (o per i pignoli: finisce dopo =). il discorso è il medesimo per la lettura

così le tecnologie vengono criticate di continuo finchè non ci si fa l’abitudine, tutti si lamentano di windows ma ormai ne sono così assuefatti che hanno imparato ad evitare di metterlo in crisi. io lo dico sempre che con i computer ci vuole pazienza ma questo non vuol dire che non si debbano cercare delle soluzioni alternative. e’ un po’ di tempo inoltre che il discorso riesco ad estenderlo alla vita quotidiana, al lavoro: ci vuole pazienza con gli strumenti che abbiamo a disposizione, ci vuole pazienza con le persone con cui interagiamo, ci vuole pazienza con gli errori. ci vuole pazienza ma anche iniziativa, bisogna allargare i propri orizzonti e ogni tanto fermarsi e sperimentare, non importa se aggiustiamo ascensori o guidiamo uno stato, ogni tanto bisogna fermarsi, guardarsi indietro e se quello che vediamo non ci piace o ci piace poco allora dobbiamo riprendere il cammino magari nel senso opposto o, magari, in entrambi i sensi

a volte non importa da che parte ti lanci, l’importante è lanciarsi

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le cose che scrissi

novembre24

mille idee e mille ragioni per definire la vita

questo blog ha racchiuso così tanto di me che quasi sembra essere caduto nel dimenticatoio, forse radio ha ragione a pensare che sono morto, ho trovato la semplicità della vita e mi sono accomodato

avrei sempre voluto fare qualcosa di grande, cambiare questo mondo, invece adesso non lo voglio più, posso dirlo: ho perso la speranza. la speranza che il mondo possa cambiare davvero, non sono cresciuto, sono invecchiato. ho saltato qualcosa, un passaggio, ne sono sicuro e quasi quasi pentito…anche se non lo so con certezza. c’è qualcosa che non va nella mia vita? forse, e dico forse, era meglio prima quando non sapevo cosa volevo di preciso e quindi volevo tutto, invece adesso non voglio niente se non volere ma le implicazioni pratiche mi distruggono

non posso mangiare prodotti nestlé per quanto siano buoni, non posso comprare belle macchine perché non sono funzionali, non posso fumare perché uccide, non posso…non posso fare un sacco di cose e la cosa mi demoralizza anche se mi rende fiero di tante piccole attenzioni. penso, e forse sbaglio, che attraverso piccoli gesti ponderati il mondo possa cambiare. penso che se ognuno di noi desse un po’ del suo intelletto per lo sviluppo sociale, se pensassimo a fare piuttosto che ad avere, se pottesimo tutti avere le conoscenze per creare qualcosa di buono e la voglia per farlo le cose andrebbero meglio. forse lo pensavo o ho sempre mentito visto che comunque ho tecnologia in casa che avrebbe potuto diventare cibo e riparo per qualcun altro invece che mero intrattenimento. sono confuso riguardo ad un sacco di cose e terribilmente angosciato dal futuro, sento di essere stato davanti ad un bivio e le scelte sono state due:

1- rimanere nel mio piccolissimo angolo di mondo, dove il male è lontano e il bene non é l’idea generalizzata che ho avuto fino a qualche tempo fa, dove le persone che mi circondano e me siamo il fulcro e la chiave per la serenità

2- iniziare a vivere in un mondo occidentale molto più convulso del mio angolo di mondo, dove molti non sanno cos’è la nestlé e non gl’interessa neanche, dove puoi avere tutto, esssere tutto sia per te che per gli altri

la vita come la vorrei non si può avere e la vita com’è potrebbe annullarmi. proverò a cambiare qualcosa e fare la scelta numero 2 visto che la 1 l’ho già fatta e non ha cambiato il mondo

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se dio esiste è un…

novembre20

la verità è che la mia vita mi è piaciuta fino a domenica scorsa quando i miei biologici parenti più stretti non hanno sentenziato che non sto concludendo niente…molto bene, hanno aspettato che compissi 24 anni per iniziare a fare i bravi genitori, molto bene

direi che è un po’ tardi

io sono su questo divano a fare niente, negli ultimi giorni ho fatto niente perché non ho voglia, quando non ho voglia è perché sono depresso, quando sono depresso è perché i sensi di colpa mi devastano, se non è lo sfascio del mondo sono i miei genitori, passerò una vita ad avere sensi di colpa per qualcosa che non ho fatto e quando farò qualcosa passerò il resto della vita a sentirmi in colpa per averlo fatto. è chiaro che non c’è soluzione oppure che non c’è una soluzione chiara

si inizia a stare stretti, siamo sette miliardi

che vita è una vita passata ad accumulare cose? cazzo, vivo da 6 anni e ho tanta di quella roba da poter allestire un mercatino dell’usato persistente. per quanto mi sforzi di non accumulare alla fine accumulo, per quanto mi sforzi di vivere invece che di avere, alla fine ho, posseggo. non odio la società perché è come me, odio me stesso perché sono come la società, per quanto mi sforzi sono figlio di gente che ha iniziato a vivere a 50 anni ed è una durà verità d’accettare, tanto dura che è impossibile, per questo mi sono sempre limitato a fregarmene e quando ci stavo riuscendo…bam!…bam!…bam!…la genetica e la bioglogia diventano d’un tratto più fastidiose della fisica! mi piacerebbe che fosse così, la realtà è che la biologia o la genetica non hanno niente a che fare con questo malessere, perché in realtà convenzioni sociali non opzionali mi hanno sempre costretto ad ascoltare i miei genitori

io nella mia vita non sono sempre stato bene, ho ringraziato di avere una sorella che mi ha insegnato che c’è sempre qualcosa di più importante, ne ho fatto una filosofia di vita: aspira ad essere te stesso e non qualcuno [o qualcun altro]. questo vuol dire che io sia un operaio o un amministratore delegato, che sia un ricercatore o un criminale in realtà non importa, importa scegliersi l’impegno giusto per la propria dimensione, che sia fare la birra o suonare tutti gli strumenti musicali, costruirsi una famiglia e crescerla o costruirsi una famiglia e farla crescere ad una badante. non importa come si sta al mondo, alcuni sono utili, altri lo sono meno, nessuno potrà dirlo, solo gli storici ci proveranno e falliranno distorcendo la realtà

io non arrederò questa prigione

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il chili by scenfarcoc

settembre23

le quantità sono indicate per una persona, ingredienti:

100g di carne di maiale tritata;
1/3 di peperone (giallo o rosso);
50g di fagioli (neri o borlotti, secchi o in scatola);
1/4 di cipolla (meglio se fresca);
125g di pomodori a pezzetti (quelli in scatola);
peperoncino;
zucchero e sale e cumino qnv (quanto ne vuoi)

tagliare i peperoni e la cipolla a pezzetti, metterli a fuoco alto (in padella) con acqua e un filo d’olio. l’acqua deve quasi annegarli. far cuocere finché i peperoni non si siano ammorbiditi, se necessario aggiungere altra acqua

appena i peperoni sono morbidi aggiungere la carne trita (ben spezzettata) con olio, sale, cumino e peperoncino, senza togliere l’acqua dei peperoni

far cucinare finché la carne non risulta cotta, poi aggiungere i pomodori a pezzetti e i fagioli. aggiungere un po’ d’acqua, sale e 1 cucchiaino di zucchero. aggiungere acqua fino alla cottura dei pomodori, far asciugare fino ad aver raggiunto la densità desiderata

servire con piadine appena scaldate o con crostini di pane

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