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2 tecnocrati di torino in vacanza da una vita…
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:D

giugno12

il bello degli smile era la loro verticalità

chi legge e scrive, da questa parte del mondo, lo fa in orizzontale. gli smile invece erano fantastici per l’essere espressivi in maniera verticale

adesso scrivi : D e viene fuori una cazzo di faccina con un sorriso gigante, forse per questo m’irritano così tanto

abbiamo cambiato il nostro modo d’espressione verticale con immaginette ad espressione orizzontale, a mio avviso una regressione totale nel campo comunicativo

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non son solo stanotte

maggio9

mi piace fermarmi a guardar sotto casa le luci nelle camere dei palazzi di fronte, mi fa stare bene pensare che nella notte ci siano ancora persone irrisolte

le luci accese in palazzi un po’ bui, a far compagnia a coppie disciolte, a uomini soli che han paura di dormire, a donne dormienti senza gioie né botte

non solo stanotte mi trovo a pensare, non solo stanotte mi ritrovo a fissare, queste pareti un po’ spente che non regalano niente se non tristi certezze di un mondo senziente

felice io penso che a lume di candela ci siano genti che discutono ancora, che siano cose futili o di un certo spessore come a me anche loro piace fare l’amore

e due giovani amanti si salutano scontenti perché vorrebbero una vita di stenti, piuttosto che chiudere alle loro spalle una porta che dica loro che c’è sempre un altra volta

non solo stanotte mi trovo a pensare, non solo stanotte mi ritrovo a fissare, queste pareti un po’ spente che non regalano niente se non tristi certezze di un mondo senziente

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ciò che l’uomo concerne e ciò che la società concerne

maggio4

continuo ad avere problemi con l’ipocrisia e il mio modo di essere e quindi di pormi con la gente

nonostante nel mondo si parli di sincerità e di schiettezza, la cosa che noto è che più sono sincero e chiaro nell’esprimermi, meno il mondo mi capisce. così per l’ennesima volta mi trovo a dire che quei cretini dei miei amici, per quanto cretini danno l’impressione di capire che è meglio dire una cosa vera e concreta e atroce piuttosto che coprirla d’ipocrisia

addolcire la pillola non è reale, anzi è la cosa che più si allontana dalla realtà. io, in questo periodo particolarmente illuminato, mi trovo a scontrarmi con persone che non capiscono il mio modo di pormi con le cose e le azioni e le altre persone. io cerco di essere chiaro ma chissà perchè sembra che ogni cosa che dica o faccia debba essere spinto da motivi “superiori” o “significativi” quando invece non lo è. forse il modo più semplice di spiegare il mio modus operandi in questo periodo è di associarlo ad un concetto assimilazione di tre se:
-se voglio lo faccio
-se grava una minaccia enorme lo faccio comunque anche se non voglio
-se non voglio non lo faccio

a me sembra abbastanza semplice e chiaro e forse è questo che viene difficile comprendere, quindi mi ritrovo a legarmi a tutte le persone che riescono a concepirlo, la cosa strana è che sono persone che non conosco realmente o che non frequento da tanto tempo o che incontro

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concetti

aprile28

ogni volta che sento silvano agosti dire che lo schiavo è senza alternative, io penso che potremmo fare la differenza

così ho passato un’intera serata a parlare di cifre, di ricchezza e povertà, e adesso che sono andati via i miei interlocutori mi trovo a pensare che è giusto non credere che sia sacrificio, ma sia giusto che salga la percentuale di raccolta differenziata a torino

volete fare gli ignoranti e darmi del comunista? fatelo, ignoranti!

inizio a pensare che forse il progetto di fare qualcosa di grande non sia fare davvero qualcosa di grande nella mia vita, ma sia dare materiale agli altri per crederci

vado a nanna che c’è bisogno impellente

buona notte radioscenfaroc e lettori vari {se ne esistono ancora}

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demoralizzato

aprile26

non capisco perchè riesca a fare sempre tanti danni.

mi sento sempre demoralizzato quando le persone mi criticano sulle scelte fatte ed inizio a pensare che forse ho commesso un errore di fondo nella mia vita che non riesco bene ad individuare.

in fondo ho solo chiesto libertà d’espressione e di scelta. invece agli occhi del mondo sembra che non sia una cosa giusta, sembra che nella mia vita non abbia sofferto abbastanza per pretendere un po’ d’indipendenza, nonostante io faccia le cose nel modo giusto, cerchi di farmi una vita lavorando invece che rubando, che provi a suonare la chitarra per divertirmi invece che fare il vandalo in giro.

io rimango dell’idea che non sia giusto che debba sentirmi così male solo perchè ogni giorno cerco di essere quello che sono, sono dell’idea che una persona come me che ha tutti i problemi e le ansie e le difficoltà delle altre persone debba sentirsi male perchè il mondo pensa che non abbia diritto di parola sulla sua vita.

io scrivo, non punto il dito, scrivo solo quello che mi sento di condividere con il mondo. non ho mai ucciso nessuno nella mia vita e la cosa più grave che ho fatto è stata criticare chi credevo mi stesse facendo del male e alla fine sentendomi in errore ho chiesto scusa.

sto cercando di vivere la mia vita in maniera serena e libera da vincoli, almeno dai vincoli di cui mi posso liberare ed uno di questi, sicuramente, è la mia posizione sociale.

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sti stronzi…incredibile

aprile26

io l’unica cosa che vorrei dire, a seguito dell’ultimo avventimento nella mia vita, è che la gente, ogni tanto, farebbe bene a farsi i cazzi propri.

ovviamente non è rivolto a tutti, anche perchè critiche costruttive e pareri personali su questioni ancora da risolvere e che quindi possono comportare un cambiamento, non solo sono accettati ma richiesti!

quindi a questi tre stronzi e a tutti gli altri affini, perchè in altro modo non mi viene da chiamarli, che si sono, anche solo, azzardati a pensare qualcosa su una mia decisione ormai presa, mi sento serenamente di dire che possono scomparire dalla mia vita adesso! e che se magari hanno un po’ di cuore, possono fare un favore all’umanità, pensando a soluzioni estreme (e visto i soggetti magari c’hanno già pensato) come per esempio il suicidio.

perchè sti stronzi che su fb hanno avuto il coraggio di esprimersi contro la mia decisione (neanche contro il mio modo di essere) non mi conoscono neanche per metà.

è incredibile quanto certi commenti nel momento sbagliato possano far uscire tanto veleno dal mio corpo. così le persone che stimi smetti di stimare e quelle su cui avevi dei dubbi adesso trasmettono un’immagine cristallina del loro modo d’essere, un modo d’essere che prescinde ogni idea io possa farmi dello schifo.

io questi tre soggetti che hanno avuto tanto coraggio forse non si sono resi conto di chi sono andati a toccare, di quanto difficile sia stata la mia scelta e di quanto sia difficile essere moderato come sono stato nelle righe sopra.

e la colpa è mia e solo mia che preferisco tenermi dentro un po’ di rabbia piuttosto che dire nel dettaglio (visto che potrei farlo) quanto misere sono le loro vite…e invece mi fermo a dire che sono miseri e basta.

questa pochezza mi ha fatto venire mal di testa

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modi di vivere

aprile18

forse non è la strada giusta, forse sto sbagliando, forse il mondo non capisce la mia decisione, forse l’errore più grande della mia vita l’ho già commesso e quindi non m’interessa.

ho distrutto una coppia per egoismo e non sono pentito, però dispiaciuto si. la vita mi ha riservato tante sorprese ed era da un po’ di tempo che non sorprendevo me stesso, forse questa sensazione di potere e di controllo che non ricordo di aver mai avuto sulla mia vita andrà a perdersi nei giorni ma fino ad allora vivrò come ogni uomo dovrebbe vivere: libero di scegliere. non importa se le decisioni sono giuste o sbagliate, la verità è che per alcuni si è terroristi, per altri eroi per la libertà.

in questi giorni ho ritrovato la serenità, ho dimenticato cosa vuol dire mangiare per riempire il vuoto interiore ed ho riscoperto cosa vuol dire andare in bici, ho scoperto che mi piace il solfeggio [anche se a detta di qualcuno è solo una bella parola], ho riscoperto cosa vuol dire sentirsi migliori dopo essersi rasati i capelli e quant’è bello mangiare un’insalata di pomodori, sorridere alle battute dei tuoi amici cretini [se possibile più cretini di come li avevo lasciati], mi sono reso conto che il mio lavoro mi piace e forse ci tornerei volentieri se non avessi così tante cose da fare e così poco tempo per farle, ho ricordato cosa vuol dire scoprire della musica nuova [per me almeno, perché sembra che questi pantera fossero già famosi in passato], ho ricordato il motivo per cui mi piaceva tenere in ordine la casa e il motivo per cui faccio la birra e mi piace fotografare e suonare la chitarra e guardare i film molto più delle serie tv e che in realtà gli sparatutto non mi entusiasmano anche se ormai sono piuttosto bravo.

mi piacerebbe che tutti capissero:
- che rimanere fino a tardi con i tuoi amici vale più di qualunque impegno con chi chiunque altro e che non si dovrebbe rinunciarci ogni giorno della settimana
- che muoversi in bici a Torino è meglio che muoversi a piedi o in macchina o in metro
- che suonare la chitarra è un modo per sentirsi liberi, staccarsi dalle regole che la società c’impone e godere di qualcosa che sarà solo nostro
- che se non si ama troppo non si ama abbastanza e che se per troppi giorni di fila ci si sveglia con la sensazione di stare accontentandosi probabilmente si sta commettendo un errore
- che essere gentili con un amico che ti ha chiesto dei dvd 10 mesi fa probabilmente è l’unica cosa che si possa fare per non perderlo
- che gli errori più grandi che commettiamo li commettono anche le persone che ci stanno vicine e per questo bisognerebbe ogni tanto distaccarsi e analizzare
- che tutti si rendessero conto di avere più energie di quanto il nostro corpo ci faccia credere di averne

io mi sento forte ed energico e ho voglia di lottare in questa vita, perché non c’è un senso ma solo tante possibilità e adesso che non sono più possessivo ed ossessivo e compulsivo e mi sento una persona migliore, non voglio tornare ad essere un introspettivo che fa il cinico solo nella sua testa, per quanto mi riguarda ho finito di fare il benpensante.

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ho perso la mia famiglia

febbraio24

sono stati la mia famiglia quando ho lasciato la mia famiglia, mi hanno accolto come un fratello giudicandomi e aiutandomi come si fa con un fratello.

mi hanno aiutato quando avevo bisogno e mi hanno visto in condizioni davvero pessime. così mentre quei pochi grammi di gelato che non ho mangiato dalla vaschetta piena vanno a sciogliersi e un piatto giace vuoto sulla scrivania con poche briciole di parmiggiano avanzato all’interno, guardando le foto del più cretino dei miei amici mi ritrovo a pensare che forse non sono più miei amici, non sono più la mia famiglia e che quello che ho fatto con loro sta andando a perdersi in questi mesi in cui gli sono stato lontano.

così li ho a 5 minuti da casa e non a 1000 kilometri, non li vedo e non li sento…mai.

non c’è un motivo, ma mille. adesso però, mentre lo scenario già descritto si propone davanti ai miei occhi penso che forse siano solo motivi futili ed inutili che mi hanno tenuto lontano da loro un altro inverno.

se mi vorranno tornerò da loro un po’ più spesso. così invece di mangiare il gelato da solo berrò una birra in compagnia e mangerò l’ennesimo kebab pensando che cazzo qui a torino fa davvero freddo a volte.

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le ragioni di un ciccione

gennaio29

un’avventura lavorativa sta finendo ed una personale iniziando

in questi mesi ho sofferto tanto e con me ha sofferto il mio fisico, ecco perchè oggi 29 gennaio 2009 io dico basta!

basta a cicce ed inestetismi, basta!!! basta ad addominali sopiti, tettini di grasso e fianchi grassi, basta!!!

nell’estate del 2003 ero così:

scenfaroc a 17 anni e 58kg

adesso, a quasi 6 anni di distanza, sono così:

scenfaroc a 22 anni e 69kg

obbiettivo per il 29 giugno: -5kg sullo scenfaroc body

oggi inizio un processo di riscoperta dell’io scenfaroc, non solo miglioramento fisico ma anche mentale

oggi inizia il photo diario “le ragioni di un ciccione”, un viaggio alla riscoperta della salute e del benessere, un viaggio con una meta precisa e un percorso incerto, addentrato nelle foreste tetre e buie del cibo grasso e della sedentarietà

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ci sono diversi modi di vedere le cose

gennaio15

in un tunnel lungo due km ti passano per la testa un milione di cose.

gioca a favore l’altmosfera, la musica che hai in macchina, la temperatura, il punto di partenza e la destinazione. io ieri pensavo che la progressione tecnologica invece di renderci liberi dal lavoro e dal [vil] denaro, ci porta sempre più ad esserne legati. così vogliamo un lavoro migliore di quello che facciamo, che ci permetta di avere la macchina più grande, la chitarra più figa, il cellulare più tecnologico.

io ieri, tornando da La Spezia, pensavo che nel 2009 dovrebbero già esistere degli automi in grado di sostituire l’uomo nel lavoro, dovrebbero essere più bravi a cucinare, a guidare, a costruire. dovrebbero essere talmente più bravi da poterlo sostituire in tutto quello dove non serva l’estro. solo così l’uomo potrebbe essere libero di dedicarsi a se stesso.

siamo un popolo che sta morendo e non ce ne rendiamo conto, probabilmente finiremo in stile “io sono leggenda”, ammazzati da un virus o dagli zombie. una fine apocalittica per giustificare le nostre malefatte agli occhi di dio e di quello che ha creato…o più probabilmente ci ammazzeremo l’un l’altro, per l’ultima giacca della carhatt in saldo da mauro.

siamo tutti commercianti. vendiamo quello che abbiamo, quello che abbiamo voluto, vendiamo le nostre capacità e conoscenze al miglior offerente. scontati come un popolo di cavallette avanziamo senza tregua verso campi di grano più estesi. pensiamo che il denaro ci renderà felici, quando non ci rendiamo conto di essere l’essere vivente più triste che questa terra ha visto sulla sua crosta e nelle sue acque e arrenderci a questo probabilmente ci renderebbe superiori.

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