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2 tecnocrati di torino in vacanza da una vita…
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le ragioni di un ciccione

gennaio29

un’avventura lavorativa sta finendo ed una personale iniziando

in questi mesi ho sofferto tanto e con me ha sofferto il mio fisico, ecco perchè oggi 29 gennaio 2009 io dico basta!

basta a cicce ed inestetismi, basta!!! basta ad addominali sopiti, tettini di grasso e fianchi grassi, basta!!!

nell’estate del 2003 ero così:

scenfaroc a 17 anni e 58kg

adesso, a quasi 6 anni di distanza, sono così:

scenfaroc a 22 anni e 69kg

obbiettivo per il 29 giugno: -5kg sullo scenfaroc body

oggi inizio un processo di riscoperta dell’io scenfaroc, non solo miglioramento fisico ma anche mentale

oggi inizia il photo diario “le ragioni di un ciccione”, un viaggio alla riscoperta della salute e del benessere, un viaggio con una meta precisa e un percorso incerto, addentrato nelle foreste tetre e buie del cibo grasso e della sedentarietà

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ci sono diversi modi di vedere le cose

gennaio15

in un tunnel lungo due km ti passano per la testa un milione di cose.

gioca a favore l’altmosfera, la musica che hai in macchina, la temperatura, il punto di partenza e la destinazione. io ieri pensavo che la progressione tecnologica invece di renderci liberi dal lavoro e dal [vil] denaro, ci porta sempre più ad esserne legati. così vogliamo un lavoro migliore di quello che facciamo, che ci permetta di avere la macchina più grande, la chitarra più figa, il cellulare più tecnologico.

io ieri, tornando da La Spezia, pensavo che nel 2009 dovrebbero già esistere degli automi in grado di sostituire l’uomo nel lavoro, dovrebbero essere più bravi a cucinare, a guidare, a costruire. dovrebbero essere talmente più bravi da poterlo sostituire in tutto quello dove non serva l’estro. solo così l’uomo potrebbe essere libero di dedicarsi a se stesso.

siamo un popolo che sta morendo e non ce ne rendiamo conto, probabilmente finiremo in stile “io sono leggenda”, ammazzati da un virus o dagli zombie. una fine apocalittica per giustificare le nostre malefatte agli occhi di dio e di quello che ha creato…o più probabilmente ci ammazzeremo l’un l’altro, per l’ultima giacca della carhatt in saldo da mauro.

siamo tutti commercianti. vendiamo quello che abbiamo, quello che abbiamo voluto, vendiamo le nostre capacità e conoscenze al miglior offerente. scontati come un popolo di cavallette avanziamo senza tregua verso campi di grano più estesi. pensiamo che il denaro ci renderà felici, quando non ci rendiamo conto di essere l’essere vivente più triste che questa terra ha visto sulla sua crosta e nelle sue acque e arrenderci a questo probabilmente ci renderebbe superiori.

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c’è qualcosa di sbagliato nella vita

novembre10

la vita nella concezione moderna è un percorso [in salita] verso una meta. questo vuol dire nascere senza saper parlare, camminare o trattenere la vescica. poi impariamo queste cose fondamentali, i più dotati imparano anche a centrare la tazza del water, altri no.

quando sappiamo parlare ci insegnano a leggere, poi a scrivere, la maggior parte di noi fa [male] solo la prima. andiamo avanti e finita la scuola in senso comune iniziamo la scuola in senso meno comune, meglio nota come università. la maggior parte di noi pensa di fare la cosa migliore per se stesso, pochi credono di fare la cosa migliore anche per gli altri [perchè l'uomo è egoisticamente altruista]. così questi egoisti, di seguito stronzi, cercano il modo migliore per laurearsi, non tutti ci riescono, anzi ormai diventa sempre più difficile data la concorrenza sleale dei professori, dei raccomandati e dei leccaculo [questi stronzi sono includibili in una di queste tre categorie che tra l'altro possono tranquillamente essere inserite come sinonimi nel proverbio "la mamma degli stupidi è sempre incinta" da cui:la mamma dei leccaculo è sempre incinta->la mamma dei professori è sempre incinta->la mamma dei raccomandati è una troia incinta]

molte volte nella vita avrai a che fare con degli incompetenti ma mai saranno incompetenti come il tuo capo e nessuno di loro sarà mai egualmente stronzo, incapace e inutile, lo sarà sempre in misura nettamente inferiore. il tuo capo è come te tra qualche anno, solo che tu non lo sai o fai finta di non saperlo o, peggio, lo sei già. io non sono mai stato una persona seria, la maggior parte delle volte in cui qualcosa è andato storto la colpa era imputabile al sottoscritto e quando non lo era ne è venuta fuori una pagina di diario come questa.

fai una buca e riempila

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a volte la vita fa proprio schifo

ottobre4

e non dico in senso lato, nè parlo solo della mia

la verità è che nella mia vita ho amato ed odiato tutto quello che mi sta intorno almeno una volta ma è meglio dire almeno due

non posso fare nulla per cambiare quello che sono, sarò o sono stato ma sopratutto non posso cambiare quello che nella mia vita ho fatto. sono grato a tutti quelli che almeno una volta in cui li ho trattati male mi hanno perdonato, nel momento in cui li ho feriti o pensavano che li ferissi, loro dopo mi hanno perdonato

questa lista comprende tutti quelli con cui parlo di solito ma anche quelli che non sento più da anni ed una citazione speciale la meritano tutti quelli che non vogliono più sentirmi, non perchè non mi abbiano perdonato ma perchè non vogliono più soffrire per colpa mia

questa gente merita una menzione speciale perchè loro hanno scelto la via più facile, quella che io non riesco ad imboccare. loro mi hanno disprezzato anche solo per un secondo, alcuni di loro hanno pensato che in realtà sembravo molto meglio, molte di loro per me hanno pianto fino a dimenticarsi cosa avessi di buono. vorrei ringraziarli per tutte le volte che mi hanno salutato nonostante tutto e che ogni volta che l’hanno fatto mi hanno ricordato, che nonostante tutto, l’uomo non dimentica ma perdona

sia come dio in terra che come uomo, a volte, anch’io perdono. davanti all’ovvietà della frase “le persone non cambiano mai” io mi sento in grado di dire a tutti quelli che almeno una volta nella loro vita mi hanno ferito che va bene così, guardiamo avanti e brindiamo al passato, in nessun libro scritto ma in ogni modo vissuto

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il migliore problema della terra è l’uomo

agosto29

ogni volta che guardo guida galattica per autostoppisti e fight club qualcosa dentro si muove, io credo che siano i polmoni che incessanti mi tengono in vita

credo di essere paranoico. dopo la chemio il mio attaccamento alla vita è diventato eccessivo, mi sono ridotto ad essere normale, oserei dire piatto. ho dimenticato che il senso della vita non c’è, che niente di quello che farò nella mia vita potrà rendermi felice, non per sempre. è per quello che adesso non sono depresso, perchè se non cadi non puoi capire quanto è bello rialzarsi

lavoro al mio benessere e alla mia persona, per essere migliore degli altri e di me stesso e mi sento avvilito. ricordo, forse male, che mi piaceva sentirmi come mi sento: invincibile, distruttivo, incoerente. adesso ho una strada, sono sicuro che sia quella giusta ma a volte quando mi sveglio e vorrei dare ragione al mondo, vorrei che svegliandomi si rivelasse sbagliata

torino mi sta opprimendo, la città che tanto mi piace non riesco a conoscerla come vorrei e quindi mi sento oppresso nel mio angolo di mondo, di città. ho capito che non potrò vivere qui per sempre. ho bisogno di un posto lontano da casa, di nuovo, la cosa che mi intristisce è che non è facile come una volta

non mi posso svegliare e cambiare, allontanarmi

il mondo mi ha detto che sono fuggito perchè la realtà non mi stava bene, è vero. sono troppo tollerante per cambiare una persona, figurarsi una realtà intera. una volta avevo pieno potere su me stesso e se le cose non andavano bene l’unico a cui rispondere ero io

so che quella parte di mondo che ho rifiutato ricorda che io mi sentivo il migliore perchè ero libero, adesso quella parte di mondo legge e pensa che è normale sentirsi così, crescere è responsabilità, impegno, difficoltà e si sa che facile non rientra nella vita degli adulti

e mi manca tanto non essere adulto, incosciente, libero. eppure non sono mai stato un’anticonformista, non più di tanti altri e allora viende da chiedersi “perchè?”. la risposta è semplice e sbagliata, perchè sono cresciuto

ho l’impressione di essere in un sogno e quando mi sveglierò, se mai mi sveglierò, mi renderò conto che per cambiare tutto, dovrò lasciare tutto

e adesso non voglio

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un libro di pagine bianche

luglio22

ho abbandonato il mio criceto, non nel senso comune del termine, l’ho dato a qualcuno che so che se ne occupa più di me, meglio di me.

mi sento in colpa per averlo abbandonato, è ingiusto abbandonare un criceto perchè è piccolo e perchè mi sono stufato di lui. sicuramente è ingiusto ed è per questo che mi sento in colpa, è giusto che mi senta in colpa.

tutti dovrebbero sentirsi in colpa

gli uomini sono animali e noi ci abbandoniamo l’un l’altro di continuo, abbandoniamo altri animali.

la cosa bella dell’uomo è che può scegliere se soffrire perchè è stato abbandonato o può trovare qualcun altro da cui farsi coccolare, amare, qualcun altro da annoiare e da cui farsi lasciare. noi abbiamo il libero arbitrio, ma diciamolo, le persone non si sentono in colpa, fanno finta, lasciano altre persone perchè lo vogliono, perchè lo trovano conveniente, perchè non amano più.

un animale qualunque che non sia l’uomo invece non può scegliere di dimenticare e trovare qualcun altro da cui farsi coccolare, amare, qualcun altro da annoiare e da cui farsi lasciare.

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il scenfa’s complex

giugno28

lo so che lo sapete che il mio compleanno arriverà il 7 luglio, precedendo di un giorno la fine del mondo, quindi giù con l’amarsi e il rispettarsi e soprattutto…giù con i regali

cosa voglio[prezzi non espressi]:

-la pace nel mondo
-il set di coltelli della The Ex – Voodoo Knife Set color cromo
-la sedia ergonomica
-la chitarra
-la macchina
-la moto nera
-un cucciolo di wombat
-un cucciolo di cane taglia medio-grande[inutile chiedere un boxer ...tirchi... ]
-un corso di chitarra…e canto
-il dejmbe
- il flipper

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l’eroina è l’esperienza

maggio31

oggi ho visto due seduti ad una panchina, alla fermata dell’autobus. erano accasciati l’uno sull’altro, sembravano presi da trainspotting.

mi chiedo che genere di effetti provochi l’eroina, se è possibile che inebri più di quello che riesco a concepire da solo, senza droghe.

non ero triste per quei due, forse per un attimo mi ha sfiorato l’idea di invidiarli, io così presente e loro così lontani eppure a due metri da me. niente pensieri se non quello di farsi di nuovo, perchè una sana e solida tossicodipendenza è un lavoro a tempo pieno, senza consuetudini, con distacco totale.

“bevono già molti loro amici, scappano via soltanto così, solo che la mattina dopo son sempre lì”

e allora salviamoci la pelle, scappiamo via. via da quello che mi opprime, senza sapere dove andare ma sapendo cosa stiamo lasciando.

scappo via

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sul letto

maggio28

quando sei sul letto, e sei malato, e la morte sembra circondarti, quasi ti senti sfiorato.

giorno dopo giorno ho pensato che ci fosse un pezzo di vita che mi stessi perdendo, ieri l’ho detto, oggi ho riflettuto, domani riprenderò quel pezzo di vita, promesso.

sento la necessità di conoscere gente, di sentire di vite altrui e di fatti di cui non mi devo preoccupare. leggero e senza destinazione, non voglio che pensare ad un destino, il mio.

so che fa male vedere qualcuno che abbiamo accanto cambiare.

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0.17

maggio27

puoi fare un milione di cose bevendo una birra ma non puoi bere una birra facendo un milione di cose.

a mezzanotte c’è ancora gente che suona il clacson, da quando vivo qui sono restio a suonare il clacson. odio la gente che mentre dormo suona il clacson, ma che cazzo c’avrai da suonare in piena notte?

ho ripreso a suonare la chitarra[una del milione di cose che si possono fare...prima facevo le flessioni bevendo una birra, vabbè...tra una serie e l'altra], un pò alla volta[la chitarra, non la birra]. ho un piccolo maestro, nel senso che è proprio minuto nelle dimensioni, non che non è capace…è mediocre :D un giorno magari ve lo presento.

dicevo che è mezzanotte passata e ovviamente sono solo, in effetti chi è che scrive un blog in compagnia? gli asini e le spie.

tra un pò andrò a letto. non troppo, un pò.

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