Il figlio del cigno nero
E’ la vertigine. L’affascinante e inebriante paura di cadere. L’ebrezza della debolezza. La vera essenza della vita.
Ultimamente la mia vita è ipermovimentata, fin troppo oserei dire.
Nuovi amici, nuovo lavoro, tra poco cercherò anche dei nuovi genitori
Mi rendo di quanto sia soggettiva e fugace la percezione delle cose e dei rapporti umani. Dovrei scriverci un libro dal titolo “Come cambiare la tua vita in pochi mesi” no perchè io sono davvero bravo a scombussolare tutto e ricostruire tutto nuovo. Quello che mi dispiace più di tutto e che ogni volta che mi ristrutturo lascio una scia di morti e feriti. La mia fortuna è che spesso il ruolo del carnefice spetti alle stessa persona che succesivamente si trova in infermeria.
Capisco il piacere della debolezza, adoro il brivido adrenalinico, diverso è saper valutare correttamente il rendimento delle nostre azioni.
Nel mio lavoro ho istiuito il “fondo cazzate”; costantemente si mette via una piccola quota, quando il secchio sarà pieno: bene in quel momento mi potrò permettere di fare una ENORME cazzata da poter raccontare ai miei nipoti.
Diverso tipo sono quelle persone che le cazzate commesse non possono dirle a nessuno, la gente quando le incontra al le gru cambia strada oppure si beccano insulti al semaforo.
C’è chi ha già dato e chi dovrà dare e per quello che io ho già accumulato abbastanza buone azioni nella vita.
Il cigno nero incombe sempre e le parole che sentirai dalle vocine nella tua testolina prima di commettere la più grande cazzata della tua vita saranno:
“Questa volta sarà diverso, io sono più furbo…”