raDIO Scenfaroc . it

2 tecnocrati di torino in vacanza da una vita…

i buoni propositi per un 2010

gennaio1

inizio un nuovo anno in cerca d’equilibrio e salute considerando che:
- se non si ama troppo non si ama abbastanza;
- puoi scegliere con chi stare ma non chi amare;
- non puoi scegliere di fare una vita felice ma puoi scegliere come vivere;

avevo trovato l’equilibrio prima che l’estate arrivasse e poi…è arrivata l’estate. il bello dello scenfa-equilibrio è che non è l’equilibrio come il mondo intende l’equilibrio, il bello per me ovviamente. farò giornate piene di alimentazione sregolare, sport e lavoro; farò serate e nottate piene di amicizia, birra e amore

siccome non posso amare tutti indiscriminatamente, e con la stessa intensità, mi dedicherò a pochi e poche elette che ho voglia di amare con tutto me stesso. con tutti quelli che di recente non sopporto, che spesso mi trovo ad odiare [e che nell'ultimo periodo sono aumentati fino a comprendere la quasi totalità di quelli che non amo] cercherò di essere più comprensivo e sensibile verso ogni loro assurdità fino a che non me ne fregherà più niente dei loro difetti e riprenderò ad apprezzarli come facevo una volta: umanità fatti avanti

la chitarra nuova è un piccolo capolavoro, la bici nuova mi fa sentire veloce e capace di controllare il tempo, la casa mi fa sentire al sicuro, questo blog mi fa sentire libero, i miei nipoti mi fanno sentire speranzoso. forse non sono felice perché non m’importa vivere felicemente, m’interessa solo avere la facoltà di scegliere come

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oggi è uno di quei giorni

dicembre12

oggi è un giorno come un altro in cui il mio morale è più giù del solito

non so cosa mi prenda, forse il natale, la confusione e il fatto che faccia freddo. c’è da aggiungere anche che non mi sento in forma, che devo stendere il bucato e che non vedo quel moscerino di donna da due giorni

io sono così, se non sono coccolato quando devo essere coccolato e lasciato in pace quando voglio essere lasciato in pace divento triste, il mondo inizia a farmi schifo e con il mondo io e la mia vita. quando mi guardo allo specchio mi guardo con occhi diversi, la musica mi sembra tutta uguale e fastidiosa, anche le serie tv e i film non mi regalano nulla, la bici, curare il mio corpo, il cibo…il vuoto totale, mi sento pieno solo di questa specie di rancore

c’è anche vento, non bastava il tramonto, anche il vento…

ieri ero al supermercato, facevo dei commenti sull’attività della cassiera rivolgendomi ad un amico e collega, non ricordo bene cosa stavo dicendo ma non doveva essere gradevole perché una donna venuta dal nulla, in coda dietro di noi alla cassa, si è rivolta a me dicendomi: “meglio che non ti senta perché altrimenti ti darebbe il cassetto sui denti”. vorrei tralasciare che si trovasse così vicina da poterle contare le rughe che aveva in volto…ma non posso! questa donna ha prima violato la mia intimità mettendosi così vicina, poi si è sentita al mio livello ascoltando quello che dicevo e addirittura si è permessa di elevarsi sopra di me e ammonirmi. avrei voluto ucciderla ma non l’ho fatto, non perché sono tollerante, ma perché forse il mio ruolo su questo mondo è che ogni cazzo di idiota si rivolga a me quando sono in un supermercato e perché sono disposto ad accettare che persone commettano errori…a volte

tutto è collegato, dev’essere una questione di karma, l’eccezionalità degli eventi passati che si ripercuote in questo sabato

ho rivisto se mi lasci ti cancello, è un film che dà speranza secondo me, la speranza che indipendentemente da quanto le persone che abbiamo accanto ci possano sembrare sbagliate noi non possiamo fare nulla per allontanarle. non parlo solo d’amore, parlo in un senso più ampio, credo davvero che ci siano persone che non possiamo cancellare e sinceramente non so perché. anche fabio e cozzetta credo un giorno o l’altro me li ritroverò davanti nonostante siano andati via senza salutarmi, lo credo ma non ne sono sicuro

di sicuro c’è solo la morte per alcuni

l’anima di un uomo pesa? dan brown dice di si, penso che tutto questo vuoto sia nato proprio da quel libro, l’ho odiato profondamente e adesso che è finito non riesco a pensare ad altro se non che non vedevo l’ora che finisse per non poterlo leggere più. sto diventando sempre più impaziente, sempre di più voglio tutto e subito, così va a finire che voglio cose che sembrano sempre più lontane e difficili, sono mario di super mario bros, più livelli, più nemici e sempre più forti

mancava solo concludere pensando di essere un personaggio di un video gioco, che giornata difficile

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La domanda fondamentale

novembre23

La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto è…      42.

Sì, ci ho pensato attentamente è questa, 42.

Certo sarebbe stato più semplice se avessi conosciuto la domanda.

In questi anni ho imparato che avere risposte nella vita non serve a nulla.

La maggior parte della gente è bravissima a dare risposte, ma pochi sono realmente capaci a fare le giuste domande. Ultimamente sono molto pensieroso, la mia vita è ad un bivio e se da un lato c’è un grosso successo, dall’altro c’è una grossa catastrofe.  Ma la mia domanda fondamentale non è come sarà il futuro o come lo affornterò , la mia domanda è:

“Quello che sto facendo è la vita che voglio vivere?”

Tutte le mie azioni dipendono da questa domanda. Tutte le mie decisioni tengono conto di essa. Certo non è facile vivere in questa maniera, essendo un processo binario è facile cambiare idea in pochi istanti e comporta un’estrema rigidezza interiore. Capisco inoltre che non tutti siano portati a questo modo di affrontare la vita, ma credo che sia l’unico corretto, o almeno l’unico che ho trovato che mi soddisfa.

Silvia l’altro giorno mi ha chiesto: “Se avessi la possibilità di tornare indietro nel passato e cambiare una decisione della tua vita cosa cambieresti?” Non ho saputo rispondere e non so sia  un bene o un male.

Ora la domanda che faccio a te è:

Tu sei l’uomo delle risposte o l’uomo delle domande?

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la risposta è dio

novembre17

se…già…dio

la risposta non è dio, un’entità superiore o paritaria che ci aiuta a realizzare il nostro destino

dio non è la sensazione di completezza che sentiamo quando le cose vanno bene, quella è la sensazione di completezza che sentiamo quando le cose vanno bene. nulla prende forma per mano di dio o per aiuto divino, i risultati umani sono stati, sono e saranno per sempre frutto dell’uomo e al più…che so, del clima?

io spesso sono razionale ma non troppo razionale, perché troppo non si può. le cose irrazionali sono i sentimenti e…basta. trovare parcheggio, passare gli esami o non passarli, non sono cose da attribuire a dio. sarebbe bello ci fosse un capo espiatorio sul quale riversare tutto, sarebbe bello che ogni tanto i risultati inaspettati derivassero da un disegno divino, superiore, dal destino magari…ma non è così

vorrei precisare che non esiste neanche la scaramanzia, nascondere una bella notizia per evitare che le cose possano andare male è da psicopatici, probabilmente derivano da un’alterazione della personalità, dev’essere quello, perché non riesco a trovare altre soluzioni. in questo periodo ho difficoltà anche ad accettare il semplice agnosticismo, figurarsi credenze popolari legate alla fortuna, alla sorte

a volte l’umanità mi delude con questa “cecità”: se le cose vanno bene non vuol dire necessariamente che miglioreranno e se le cose vanno male non vuol dire necessariamente che continueranno a peggiorare. succede che le cose vadano bene per un po’ e poi magari meglio e meglio ancora oppure peggioreranno e poi miglioreranno di nuovo, forse. la vita è così credo, a volte sei avanti e a volte resti indietro ma questo non dovrebbe farci diventare assolutisti, dovremmo prendere quello che conquistiamo e sfruttare tutti i momenti, positivi e negativi, dovremmo essere coscienti della vita, magari averne paura e affrontarla

credo…

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Il figlio del cigno nero

novembre7

E’ la vertigine. L’affascinante e inebriante paura di cadere.  L’ebrezza della debolezza. La vera essenza della vita.

Ultimamente la mia vita è ipermovimentata, fin troppo oserei dire.

Nuovi amici, nuovo lavoro, tra poco cercherò anche dei nuovi genitori :D

Mi rendo di quanto sia soggettiva e fugace la percezione delle cose e dei rapporti umani. Dovrei scriverci un libro dal titolo “Come cambiare la tua vita in pochi mesi” no perchè io sono davvero bravo a scombussolare tutto e ricostruire tutto nuovo. Quello che mi dispiace più di tutto e che ogni volta che mi ristrutturo lascio una scia di morti e feriti. La mia fortuna è che spesso il ruolo del carnefice spetti alle stessa persona che succesivamente si trova in infermeria.

Capisco il piacere della debolezza, adoro il brivido adrenalinico, diverso è saper valutare correttamente il rendimento delle nostre azioni.

Nel mio lavoro ho istiuito il “fondo cazzate”; costantemente si mette via una piccola quota, quando il secchio sarà pieno: bene in quel momento mi potrò permettere di fare una ENORME cazzata da poter raccontare ai miei nipoti.

Diverso tipo sono quelle persone che le cazzate commesse non possono dirle a nessuno, la gente quando le incontra al le gru cambia strada  oppure si beccano insulti al semaforo.

C’è chi ha già dato e chi dovrà dare e per quello che io ho già accumulato abbastanza buone azioni nella vita.

Il cigno nero incombe sempre e le parole che sentirai dalle vocine nella tua testolina prima di commettere la più grande cazzata della tua vita saranno:

“Questa volta sarà diverso, io sono più furbo…”

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un tempo per tutte le cose

ottobre26

sto passando una fase della mia vita in cui trovo qualcosa di sbagliato in ogni cosa (o quasi), anche le cose più semplici come lo è prendere un caffè mi sembra che siano fuori posto e questo mi rende molto emotivo

qualche giorno fa ho porto delle scuse sincere ad una persona per qualcosa che avevo fatto e farlo mi ha liberato da un grande peso ma messo in una posizione di estrema difficoltà. mi sono trovato a guardare questi primi ed ultimi 23 anni trascorsi sulla terra e a pensare a cosa avevo sbagliato e a cosa no, è successo proprio perché chiedere scusa e porsi dei dubbi sul mio “operato” sono due cose necessariamente collegate. quali scuse per quanto sincere hanno valore senza un cambiamento collegato? rimarrebbero solo vuote parole. ho riflettuto a lungo sulle mie azioni e qualche giorno fa ho realizzato che cosa volesse dire chiedere scusa: mettersi in discussione

io, con un ego grande quanto un grattacielo e il corpo di un bambino obeso di 8 anni. io, con una testa così grossa che in autostrada mi costringe a viaggiare con il cartello “trasporti speciali”. io, che credo non solo di essere bello ma anche affascinante, cordiale, simpatico, intelligente e modesto. io, che non prendo niente di quello che mi riguarda veramente sul serio perché so che le cose serie sono altre. io…ho pensato che valesse la pena mettermi in discussione davanti a tanta coerenza e moralità e maturità

un giorno di disguidi verso me stesso a cercare le vie percorse in contromano, a battersi con un me trasposto come in uno specchio condannandomi per quello che sono

col senno di poi (arrivato prestissimo) quel giorno è stato un giorno sprecato accompagnato da poche ore d’incertezza che nell’ordine hanno suscitato in me:

-stupore: per quello che a volte accade inaspettatamente;
-tristezza cosmica: perché in questo periodo sono poche le persone accanto a me che stanno davvero bene;
-depressione cosmica: perché pensavo che se le cose vanno così non c’è più speranza;
-rassegnazione: perché c’è ben altro per cui deprimersi;

ed infine è arrivata, per fortuna e di nuovo, la razionalità. le persone che possono mettermi in discussione sono davvero poche e ogni loro gesto o azione e quindi conseguenza che accompagna la loro vita può togliergli istantaneamente quel potere. avevo dato il potere ad una persona che ha commesso un errore così grande che mi ha fatto pensare di aver usato un metro di misura errato e che quindi il lungo processo per mettermi in discussione poteva essere bloccato dopo solo un giorno e qualche ora

io lo dico e lo scrivo sempre che le persone non cambiano mai, semplicemente perché non ne hanno bisogno, non è nella natura umana e a questo punto è evidente che neanche quelli come me ne hanno bisogno. quindi l’idendità che accompagna scenfaroc resterà se stessa come lo è da qualche anno ed io resterò me stesso, a volte attaccato alle stelle altre a scavare il fondo del barile, [per i cinefili: scusate la citazione di basso rango] perché non contano gli attimi che passo a respirare ma solo quelli che il respiro me lo tolgono

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Quando McDonald significa qualcosa

settembre7

Parigi è molto bella.

Io ci potrei vivere in un posto come Parigi: la gente si cambia le scarpe sulla metro, si pulisce i denti con lo specchietto e il biglietto del tram e va in giro con i rollerblade e il velo da funerale contemporaneamente.

Quando però ti trovi a Parigi e ti rendi conto che sorridi (e vai a fare pipi) ogni volta che vedi un McDonald ti chiedi se qualcosa nella ua vita è cambiato, anche se non lo sai.

Niente è più uguale sarà mai…

Tempo fa ho deciso di tatuarmi questa frase. Non l’ho ancora fatto.

Ho passato tutto Agosto a riflettere, a riflettere sul valore delle cose e delle emozioni. Soprattutto sulla falsa percezione di Gioia, Paura, Fortuna e Bravura e con quello che ho capito mi sento una persona diversa, una persona nuova.

E forse per questo che ora ho paura, ci sono comportamenti che la gente non capisce e non riuscirà mai a capire. Mi trovo spesso a  vedere le cose in anticipo e quando poi succede quello che so e che spero non succeda mi viene sempre il dubbio se ho fatto bene a tacere o avrei dovuto agire.

Ci sono cose che nella vita a mali estremi sarei pronto a fare ed altre che anche sotto tortura non farei mai. Il primo problema è capire quali azioni siano del primo o del secondo tipo, il secondo problema e che quando si verifica il momento della scelta spesso non siamo lucidi e non valutiamo correttamente.

E facile giustificare a posteriori.

La storia ricorda sempre i vincitori, perchè chi ha perso ormai non c’è più per raccontare la sua.

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c’è chi mi vuole

agosto31

“…come vuole: un po’ più santo, più criminale, un po’ più nuovo e un po’ più uguale

mi vuole come vuole

…per cliente, chi non mi vuole mai per niente e c’è chi vuole le mie scuse, perché ciò che sono l’ha offeso

sono vivo abbastanza, per di qua, comunque vada, sempre sulla mia strada

…più me stesso e più profondo, più maledetto e bravo padre e bravo a letto, c’è chi mi vuole perfetto

sono vivo abbastanza, per di qua, comunque vada, sempre sulla mia strada”

nessuno dovrebbe avere il diritto di dirvi come dovreste essere, come dovreste comportarvi, come, in senso assoluto, dovreste vivere

non fatevi bastare niente, non siate mai sazi di gioia e dolore, lanciatevi sapendo che il paracadute forse non si aprirà o che si aprirà male o che si aprirà e…si romperà

siate coscienti che l’inferno della vita è probabilmente l’unica vostra speranza e che ogni cosa andata male o andata bene farà di voi un essere umano. ponetevi dei limiti e sarete limitati, arrendetevi alle difficoltà e sprofonderete nel qualunquismo. toccate il fondo, iniziate a scavare e passate dall’altra parte della terra se necessario

siate coscienti che critiche, consigli, insulti e indifferenza, saranno il vostro pane quotidiano e faranno la differenza tra voi e il resto del mondo

siate sregolati fino a sconvolgere il mondo, perché quando il mondo sarà sconvolto vi colpirà così forte da sgretolarvi, sbriciolarvi, polverizzarvi. siate la polvere che si fa trasportare dal vento, fatevi respirare da un contadino del salento, siate l’emozione che lo ucciderà o che lo riporterà alla vita

siate fieri del vostro passato, portatene avanti il ricordo, non dimenticate i vostri passi, creeranno la strada che volete seguire, la strada che non dovrete seguire

siate avidi di emozioni perché sono l’unica cosa che avete sempre avuto, che avete adesso e che avrete per sempre

rinnegate le emozioni e sarete morti prima ancora d’aver vissuto.

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il ladro d’orchidee è uno yesman

agosto28

l’adattamento è un processo profondo, significa che capisci come prosperare nel mondo
le piante non hanno memoria, ma per una persona…adattarsi è come fuggire

io sono come una pianta: senza memoria, adattiva, faccio un passo avanti e mi lascio tutto indietro. a volte sento qualcosa di così forte da prendere il sopravvento sulla mia razionalità, a volte anche io pecco d’umanità. se è possibile capisco la morte ancora meno della vita e ne sono terrorizzato, perché non riesco a tenere tutto sotto controllo, a volte neanche me stesso

l’evoluzione, l’aspirazione alla perfezione, è insieme ponderata ed istintiva: sopravvivenza e vita. spesso ho avuto la tendenza a sopravvivere, in maniera non del tutto naturale, per sfuggire ai commenti, ai giudizi, alle conseguenze delle mie azioni. adesso vivo ogni giorno per quasi 20 ore e colgo ogni occasione per relazionarmi con il pubblico e conoscerlo, passando da attore sul palco a spettatore in ultima fila. mi fa bene buttarmi in ogni cosa che mi passi per la mente, mi aiuta a prendere coscienza della realtà e a non averne paura, così mi sento diverso dagli altri che, fermi sui binari, scappano dal treno invece di andargli incontro

non esiste un ordine naturale delle cose, quello che succede alle nostre vite avviene per caso, nel caos, nell’imprevedibilità e non si può essere preparati a tutto, per questo bisogna lanciarsi contro gli ostacoli, nel vuoto, in relazioni improbabili, in serate scontate, in passioni nuove, in progetti senza futuro. ogni cosa che affronto e che vivo serenamente, che si concluda bene o che si concluda male, mi fa crescere. i lieto fine mi danno speranza, i finali tragici mi danno certezze

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., u & MY EGO

agosto21

il punto sono io, voi siete la u e quello grande e spavaldo è il mio ego

“niente di meglio nella vita non ti capiterà se non starmi accanto” -> questa è la verità che leggete e questa è la verità che stanotte mi farà dormire tranquillo e che domani mi farà svegliare un po’ meno pensieroso

max pezzali direbbe “mollato in tronco senza neanche dir ‘bah!’ “, io “‘bah’” l’ho detto ma mi son fermato a quello, perchè lottare per tenerti accanto qualcuno che sai che ti sta rendendo migliore la vita vuol dire: rimetterci di amor proprio, essere cosciente [ ma non sicuro ] che è in ogni caso la cosa giusta, sentirsi terribilmente vecchi [ e vissuti ]. ogni cosa che vedevo come possibile oppurtinità per sentirmi me stesso, in realtà, era un segno di distacco che ho volutamente ho sottovalutato solo perchè volevo che mi facesse sentire libero.

per tutta la mia vita ho costretto le persone ad ascoltarmi e quando mi sono reso conto che non era quella la cosa importante, la prima persona che ho pensato fosse razionale in realtà non lo era

rifiutiamo la razionalità perchè le cose illogiche continuano a sembrarci più belle, più coinvolgenti, ma la verità è che l’uomo è razionale. io non mi sento in grado di rifiutarla nè di accoglierla in pieno [la razionalità] , mi viene da dire che il perchè di questa mia [in]capacità deriva dal fatto che sono stato sia totalmente razionale che totalmente irrazionale per pochissimi secondi nella mia vita, non abbastanza da pensare che il giusto sia nel centro, ma abbastanza da rendermi conto che il centro non esisterebbe se non oscillassi

“niente di meglio nella vita non ti capiterà se non starmi accanto”

è stato intenso, e fugace come tutte le cose intense, e non le rimprovero niente se non di avermi amato per troppo poco. di quello che pensavo che fosse ricorderò le stesse cose che avevo trovato nel mio primo amore: incontrollata passione, inspiegabile razionalità ed amore

tutto il resto che mi rimarrà di lei saranno i suoi occhi, il suo profumo ed i suoi occhi…come sempre mi capita

in un ultimo rantolo di negatività mi viene da pensare che la donna non è risoluta, non è sicura, non è matura e non è indipendente se ha a fianco qualcuno come me e, forse, non lo sarà mai

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