Sam
Sono a casa, devo ancora mettere tutto a posto e stasera ho promesso a Serenella che saremmo andati alle giostre.
Accompagno Samy in stazione e rifaccio quella strana strada… Suona il cellulare, un messaggio… Dà©jà vu? No solo le mie coincidenze. E al semaforo prima del ponte sbam un motorino si pianta contro una macchina che stava svoltando. Tra me e me scommetto 20€ che é il messaggio e di Sam, e penso che se fosse stato 20 metri più in là , sarei diventato cattolico praticante.
Ho detto alla Samy dell’esistenza del blog, fra un paio di giorni magari si sparerà tutta la sua lettura, perciò non siate infamelli non baccagliatevela e datele il benvenuto. Magari leggerà tante cose che non dovrebbe leggere o che le faranno conoscere tratti di me poco piacevoli, ma io sono così, e poi la censura e le bugie mi stanno antipatiche.
Il fato bastardo mi ha fatto impazzire per arrivare a Porta Dora. Poi quando ormai avevamo perso il treno, Sam ha riconosciuto la stazione successiva di cui nessuno credo, ne sappia l’esistenza. Così ha preso il treno in orario, ed ora ci scriviamo che quel cazzo di treno magari potevamo anche perderlo…
P.S. é Aliena anche lei, ed in uno stato ancora peggiore di Cecilia. Così le ho proposto di scrivere un blog; speriamo che lo farà .
raDIO Maieutica: la voce degli alieni
Song:
Samantha scende le scale di un policentro attrezzato comunale,
trentanni e poi l’ appartamento sarà suo, o meglio,
dei suoi genitori che ogni mese devono strappare il mutuo da uno stipendio da fame,
ma Milano é tanto grande da impazzire
e il sole incerto becca di sguincio, in questa domenica d’ aprile,
ogni pietra, ogni portone ed ogni altro ammennicolo urbanistico,
ma Samantha saltella, non sa d’ avere lunghe gambe da cervo
e il seno, come si dice, in fiore, teso, sopra a un corpo ancora acerbo
e Samantha, Samantha ancora non sa d’ avere un destino da modella
e corre allegra lungo i graffiti osceni delle scale quasi donna, quasi bella.
E fuori: Milano muore di malinconia, di sole che tramonta là in periferia,
di auto del ritorno, famiglie, freni e gas di scarico.
Lontano il centro é quasi un altro mondo, San Siro un urlo che non cogli a fondo,
ti taglia un senso vago di infinito panico.
Spunta un gasometro dietro a muri neri, oziosi vagolano i tuoi pensieri
e in aria il cielo é un qualche cosa viola carico…
Andrea é giù nel cortile, jeans regolari e faccia da vinile,
giacca a vento come dio comanda e legata al polso la bandana, un piede contro al muro e lì
l’ aspetta perché vuol parlarle, niente, forse d’ amore, ma non sa che dire,
con le parole quasi lombarde che non sanno uscire
e si accende rabbioso una Marlboro di alibi
e si guardano di sbieco, appena un cenno istintivo di saluto,
ma a Samantha batte il cuore da morire mentre Andrea rimane muto;
e lei ritornerà con le MS per suo padre steso davanti a qualche canale
e lui mediterà al bar dietro a una birra che la vita può far male…
E Milano sembra che sia li a abbracciarsi quei due che non sapranno più parlarsi,
solo sfiorarsi in un momento vago e via.
Samantha presto cambierà quartiere per un destino che non sa vedere,
e Andrea diventerà padrone d’ una pizzeria.
Ed io, burattinaio di parole, perché mi perdo dietro a un primo sole,
perché mi prende questa assurda nostalgia?
Guccini
è bello sapere che in questo mondo esistono persone simili a te…oggi ne ho trovata una.Lo so ci conosciamo da una vita,ma l ho scoperto solo oggi.Che ci vuoi fare,SONO TARDA!
Forse perchè certi discorsi non li faccio mai ad alcune persone, perchè spesso si diventa amici ed io non voglio questo. Cmq sono contento di vederti qui, ma non vedo l’ora di vederti dal vivo. Un bacio
lunedì 22 sono in terapia se vuoi qnd finisco ci possiamo vedere.cheers