un tempo per tutte le cose
sto passando una fase della mia vita in cui trovo qualcosa di sbagliato in ogni cosa (o quasi), anche le cose più semplici come lo è prendere un caffè mi sembra che siano fuori posto e questo mi rende molto emotivo
qualche giorno fa ho porto delle scuse sincere ad una persona per qualcosa che avevo fatto e farlo mi ha liberato da un grande peso ma messo in una posizione di estrema difficoltà. mi sono trovato a guardare questi primi ed ultimi 23 anni trascorsi sulla terra e a pensare a cosa avevo sbagliato e a cosa no, è successo proprio perché chiedere scusa e porsi dei dubbi sul mio “operato” sono due cose necessariamente collegate. quali scuse per quanto sincere hanno valore senza un cambiamento collegato? rimarrebbero solo vuote parole. ho riflettuto a lungo sulle mie azioni e qualche giorno fa ho realizzato che cosa volesse dire chiedere scusa: mettersi in discussione
io, con un ego grande quanto un grattacielo e il corpo di un bambino obeso di 8 anni. io, con una testa così grossa che in autostrada mi costringe a viaggiare con il cartello “trasporti speciali”. io, che credo non solo di essere bello ma anche affascinante, cordiale, simpatico, intelligente e modesto. io, che non prendo niente di quello che mi riguarda veramente sul serio perché so che le cose serie sono altre. io…ho pensato che valesse la pena mettermi in discussione davanti a tanta coerenza e moralità e maturità
un giorno di disguidi verso me stesso a cercare le vie percorse in contromano, a battersi con un me trasposto come in uno specchio condannandomi per quello che sono
col senno di poi (arrivato prestissimo) quel giorno è stato un giorno sprecato accompagnato da poche ore d’incertezza che nell’ordine hanno suscitato in me:
-stupore: per quello che a volte accade inaspettatamente;
-tristezza cosmica: perché in questo periodo sono poche le persone accanto a me che stanno davvero bene;
-depressione cosmica: perché pensavo che se le cose vanno così non c’è più speranza;
-rassegnazione: perché c’è ben altro per cui deprimersi;
ed infine è arrivata, per fortuna e di nuovo, la razionalità. le persone che possono mettermi in discussione sono davvero poche e ogni loro gesto o azione e quindi conseguenza che accompagna la loro vita può togliergli istantaneamente quel potere. avevo dato il potere ad una persona che ha commesso un errore così grande che mi ha fatto pensare di aver usato un metro di misura errato e che quindi il lungo processo per mettermi in discussione poteva essere bloccato dopo solo un giorno e qualche ora
io lo dico e lo scrivo sempre che le persone non cambiano mai, semplicemente perché non ne hanno bisogno, non è nella natura umana e a questo punto è evidente che neanche quelli come me ne hanno bisogno. quindi l’idendità che accompagna scenfaroc resterà se stessa come lo è da qualche anno ed io resterò me stesso, a volte attaccato alle stelle altre a scavare il fondo del barile, [per i cinefili: scusate la citazione di basso rango] perché non contano gli attimi che passo a respirare ma solo quelli che il respiro me lo tolgono